Storia della vecchia Banda Musicale
Una doverosa premessa. Senza il contributo di chi ci ha raccontato dal vivo i fatti e la storia del paese, non avremmo potuto scrivere la storia della Banda di Caltignaga. Un ringraziamento particolare a
Santino Locatelli, Teodoro Miglio e Graziano Martinetti.
1918
Cominciamo da dopo la grande guerra. È il 2018. I giovani sono tornati dal fronte decimati e delusi ma la voglia di tornare a vivere in allegria ha la meglio. Qualcuno ha sentito la musica in altri paesi, qualcuno ha fatto pratica. A Caltignaga il desiderio di apprendere le sette note nasce tra alcuni amici che decidono di contattare i musici di Cameri. La maggior parte lavora nei campi ma non sono otto ore di faticoso lavoro a fermarli. Due volte alla settimana, a piedi, vanno a Cameri per incontrare i musicisti. Dopo soli due anni, il complesso inizia ad esibirsi d’estate nelle balere del paese e d’intorni, attirando su di sé l’attenzione e la voglia di altri ragazzi. Il maestro Bollini, intanto si perfeziona nella “Volante” (Banda città di Novara) e nella banda musicale Montecatini dove incontra un altro maestro, il Sig. Annibale.
Ricordiamo i nomi di questi pionieri:
- Guido bollini – tromba e futuro maestro
- Pippuccio Comune – tromba
- Camillo Mazzetta – clarinetto
- Angelo Romerio – basso
- Piero Sigismondi – basso
- Guido Nicolotti – clarinetto
- Pietro Pozzi – clarinetto
- Giovanni Brusati – trombone acc.to
- Mario Capitani – clarinetto
- Paolo Miglio – clarinetto e già orchestrale e morto prematuramente nel 1922
1925
Gli anni passano e siamo nel 1925. Altra gente spinge per entrare nel gruppo e allora il Bollini, sempre lui, decide di iniziare un corso di musica a Caltignaga.
Da questo corso escono diversi strumentisti:
- Santino Locatelli – clarinetto, autentico fuoriclasse nel suo strumento e anche polivalente strumentista
- Antonio Della Valle – tromba
- Lorenzo Conti – genis
- Milton De Marchi – trombone
- Angelo Garisio detto (Netu) – bombardino, altro fuoriclasse del controcanto
- Emilio Pirovano zio della sig.ra Angelina Dell’Ani – genis
- Eugenio De Marchi – tromba
- Guerrino Barini – clarinetto
- Giuseppe Nicolotti detto (Pinu) – basso
La sede delle prove è presso la Trattoria del Leone, gestita dal clarinettista Guido Nicolotti. Si pone subito un problema: per formare un’orchestra, gli strumentisti sono troppi, per formare una banda, sono troppo pochi.
Si decide di iniziare un nuovo corso e l’immancabile Bollini “sforna” altri musicisti:
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– Andrea Saglio – bombardino
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Pietro Martinetti – basso
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Teodoro Miglio – 1° bombardino, altro virtuoso dello strumento
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Guido Caramella – clarinetto
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Rino Carioli – clarinetto
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Augusto Monzani – genis
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Bino Maroni – genis
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Luigi Bianchelli – ottavino
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Attilio Daffara – clarinetto
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Nino Pescio – clarinetto
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Antonio Daffara – tromba, il più bravo del nuovo corso
La banda è pronta al debutto ufficiale, fissato per la Festa patronale di S. Bovo del 1925. Vengono invitati il Podestà, il Parroco e il Medico con tutte le autorità del comune.
1930 la nuova sede
La Banda ha bisogno di una nuova sede, più ampia e spaziosa. Si trova il posto giusto presso il Circolo Arci. Nel frattempo fioccano le richieste di servizi in paese e fuori. Il Comune, a partire dal 1930, stipula un accordo con la banda, dando un contributo di Lire 400 ogni anno in cambio di servizi civili e feste nazionali. Qualche tempo più tardi accade un avvenimento che sarà destinato a diventare tradizione. È il giorno del Martedì grasso del 1930 e la banda è chiamata ad allietare il Carnevale. Suona già dal pomeriggio per le vie del paese e continua per tutta la sera, fino a notte fonda. Tra una bevuta e l’altra salta fuori quel mattacchione del “PINU”, con l’idea di andare a fare il giro dei mungitori nelle cascine. È ormai l’alba e sono quasi tutti un po’ brilli; partono in massa alla volta della cascina Boscale e della Zanetti, ristorandosi con un po’ di latte e così via per tutte le stalle dei dintorni. Alle 6 del mattino, si riversano nelle vie del paese suonando a tutto spiano. La gente dapprima è incredula, data l’ora, ma poi festante si stringe intorno alla banda che nel frattempo ha provveduto a fare incetta di uova, salami, formaggi e tutto quello che poteva servire per il pranzo del 1° giorno di quaresima. Il pranzo ha luogo al Circolo ARCI e vede la partecipazione di gran parte del paese che intanto aveva rinunciato, per quel giorno, al lavoro. La tradizione continuerà fino al 1953.
Passano gli anni
Passano gli anni e qualcuno dei musicisti va a militare. Tra loro c’è Santino Locatelli che, quando viene arruolato, chiede all’esercito di poter continuare a suonare il “SUO” strumento – il Clarinetto. Finisce a suonare nella fanfara dei bersaglieri, prima come “basso” a Torino e poi come “Bombardino” nella guerra d’Africa. La banda ha sempre più successo e, viene continuamente richiesta per servizi, funerali e processioni e anche nozze. Era usanza di quei tempi, festeggiare lo sposalizio con cucina casalinga e baldoria, fino a tarda notte, allietata dalla banda. Nel pomeriggio del matrimonio, sposi in testa, con la banda e gli invitati in corteo, si faceva il giro delle osterie del paese. Per la Banda è un periodo d’oro.
Ecco l’elenco dell’organico completo della banda musicale, prima della 2° guerra mondiale:
- Guido Bollini – tromba e maestro
- Gaudenzio Corti – quartino
- Guido Nicolotti – clarinetto
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Guido Caramella clarinetto
- Angelo Barbavara – clarinetto
- Antonio Daffara – tromba
- Antonio Delle Donne – tromba
- Pietro Baggianini – tromba
- Teodoro Miglio – 1° bombardino
- Battista Ticozzelli – bombardino
- Pietro Martinetti – basso
- Pietro Sigismondi – basso
- Mario Porzio – basso
- Milton De Marchi – trombone acc.to
- Ennio Tessera – trombone (morghengo)
- Lorenzo Conti – genis
- Riccardo Bongianino – genis
- Angelo Zanetta – genis
- Giovanni Brusati – tamburello
Ai piatti si alternavano gli strumentisti.
- Luigi Bianchelli – ottavino
- Camillo Olina – clarinetto
- Santino Locatelli – clarinetto
- Nino Pescio – clarinetto
- Rino Carioli – clarinetto
- Attilio Daffara – clarinetto
- Martino Pirola – tromba
- Marco Nicolotti – tromba
- Andrea Saglio – bombardino
- Virgilio Federici – trombone canto
- Giuseppe Bollini – basso
- Giuseppe Nicolotti – basso
- Francesco Gaiani – basso
- Francesco Gavinelli – trombone acc.to
- Angelo Caramella – genis
- Albino Maroni – genis
- Gianni Bongiannino – genis
- Carlo Spaltini – genis
- Gaudenzio Bollini – cassa
1946
All’appello del 1946, finita la seconda guerra mondiale, l’organico della Banda risulta più che decimato dai molti decessi e dalle migrazioni. S’impone un nuovo corso che, diretto sempre dall’intramontabile maestro Bellini, porta in banda i “CONTEMPORANEI”.
Sono solo in sei ad entrare nella banda, su una ventina di iscritti:
- Antonio Boca – clarinetto
- Ermanno Garisio – piatti
- Germano Foglia – tromba
- Giovanni Garisio – trombone
- Franco Bolazzi – tromba
- Graziano Martinetti – tromba
La Banda gode ancora di grande notorietà e viene chiamata per numerosi servizi; anche i nuovi arrivati si fanno onore. Sono però tempi di lotta delle idee: l’arcobaleno dei colori politici scuote tutta la penisola e non fa eccezione Caltignaga che, non più memore di quello che è stato il passato, abbandona la banda al suo destino. A dare il colpo di grazia ci si mettono pure i suonatori, divisi dalla politica, e anche il nuovo parroco che rifiuta la banda per la processione della festa patronale. Il vecchio maestro, ormai stanco, non può più compiere il miracolo: un sostituto deciso non si trova e, così, non per altri motivi se non quelli della politica, è inevitabile la fine della banda.
È il 1953.
